Due per cento.
Scritto così, sembra poco.

Ma quando parliamo di nicotina quel numero può essere molto meno intuitivo di quanto sembri.
Su alcuni prodotti per sigaretta elettronica, in particolare pod precaricate e dispositivi usa e getta con sali di nicotina, la concentrazione di nicotina può essere indicata anche in percentuale.
Ed è qui che può nascere un problema di percezione.
Perché 2% e 20 mg/ml, in determinate modalità di espressione della concentrazione, possono indicare valori sostanzialmente equivalenti.
Ma il nostro cervello non necessariamente li legge allo stesso modo.
E non è solo una questione di numeri.
Colori, confezioni, dimensioni del dispositivo, aromi molto intensi, dolcezza, sensazione di fresco e morbidezza dell’inalazione possono contribuire a costruire l’impressione di un prodotto più “leggero”.
Questo articolo non serve a dimostrare che qualcuno voglia intenzionalmente ingannare il consumatore.
Serve a distinguere una cosa molto più semplice:
ciò che un prodotto contiene da come quel prodotto viene percepito.
2% e 20 mg/ml: quando possono indicare la stessa concentrazione
Partiamo dal numero.
Quando la percentuale indica una concentrazione massa/volume, il calcolo è semplice:
- 2% significa 2 grammi di nicotina ogni 100 ml di liquido.
- 2 grammi corrispondono a 2.000 milligrammi.
- 2.000 mg ÷ 100 ml = 20 mg/ml.
In questo caso, quindi, 2% e 20 mg/ml indicano la stessa concentrazione di nicotina.
E 20 mg/ml non è una concentrazione qualsiasi: è il limite massimo previsto dalla normativa europea per i liquidi contenenti nicotina destinati al consumatore.
Attenzione però: non tutte le percentuali vengono necessariamente espresse nello stesso modo.
Per questo non bisogna trasformare automaticamente qualsiasi “2%” in 20 mg/ml: prima bisogna verificare come il produttore ha espresso la concentrazione.
Fonte:
Il problema non è solo il numero. È come lo leggiamo.
Scrivere una concentrazione in percentuale oppure in mg/ml non cambia automaticamente la quantità di nicotina presente nel liquido.
Può però cambiare il modo in cui quella quantità viene percepita.
Diversi studi condotti da Meghan Morean e colleghi hanno mostrato che molte persone fanno fatica a interpretare correttamente le concentrazioni di nicotina indicate sulle sigarette elettroniche.
In uno studio del 2021 su utilizzatori adulti di e-cigarette, i partecipanti hanno avuto difficoltà sia nel valutare correttamente la quantità di nicotina espressa in mg/ml sia nel comprenderla quando veniva indicata in percentuale.
Il dato diventa ancora più interessante osservando adolescenti e giovani adulti.
In uno studio pubblicato su Nicotine & Tobacco Research, 821 giovani utilizzatori hanno valutato diverse concentrazioni presentate in mg/ml oppure in percentuale.
A parità di concentrazione, i valori espressi in percentuale tendevano a essere percepiti come meno forti rispetto agli equivalenti espressi in mg/ml.
Non solo.
Le stesse concentrazioni indicate in percentuale venivano giudicate anche come meno capaci di creare dipendenza e complessivamente meno dannose rispetto agli equivalenti valori espressi in mg/ml.
Questo non significa che la percentuale sia necessariamente un modo scorretto di indicare la nicotina.
Significa però che numeri come “2%” possono risultare meno intuitivi di “20 mg/ml”, soprattutto per chi non conosce il rapporto tra le due unità di misura.
Ed è proprio qui che nasce il problema di percezione:
la concentrazione può essere la stessa, ma il numero con cui viene comunicata può farla sembrare diversa.
Packaging, colori e attrattività

La percezione di un prodotto non dipende soltanto da ciò che contiene.
Conta anche come viene presentato.
Colori accesi, grafiche elaborate, immagini di frutta, riferimenti a gusti dolci o freschi, effetti luminosi, piccoli dispositivi colorati e design molto curati possono rendere alcuni prodotti più riconoscibili e più attraenti.
Questo aspetto è stato studiato soprattutto nei giovani.
In un ampio esperimento condotto su oltre 13.000 ragazzi tra i 16 e i 19 anni in Canada, Inghilterra e Stati Uniti, le confezioni standardizzate risultavano meno interessanti rispetto a quelle originali di marca. Anche i dispositivi decorati con grafiche e colori risultavano più attrattivi rispetto alle versioni prive di elementi visivi distintivi.
Altri studi hanno ottenuto risultati simili confrontando confezioni complete di colori, nomi e immagini con confezioni più semplici o standardizzate.
Questo non significa che ogni colore, illustrazione o scelta grafica venga utilizzata con l’intenzione di attirare i giovani.
L’intenzione del produttore non può essere dedotta semplicemente osservando una confezione.
Quello che possiamo dire, invece, è che la ricerca ha dimostrato un effetto sulla percezione: il modo in cui un prodotto viene presentato può modificarne l’attrattività.
E oggi il packaging non riguarda soltanto la scatola.
Soprattutto nel mondo delle puff, dei dispositivi usa e getta e delle pod precaricate, anche il dispositivo stesso può diventare parte della comunicazione: dimensioni ridotte, forme particolari, colori, display, animazioni e numerose varianti estetiche contribuiscono all’esperienza complessiva del prodotto.
Ma nessuno di questi elementi ci dice quanta nicotina contiene realmente.
Per saperlo dobbiamo tornare sempre allo stesso punto: leggere la concentrazione indicata e capire che cosa significa.
FONTI / APPROFONDIMENTI:
- Simonavičius E. et al., Nicotine & Tobacco Research, 2024 — packaging e percezione nei giovani.
PubMed – PMID 37542732
- Branded versus standardized e-cigarette packaging and device designs, 2024 — effetti di packaging e design sull’attrattività.
PubMed – PMID 38429123
Dolce, fresco, morbido: sono sensazioni, non misure di nicotina

Un liquido può risultare molto dolce, molto fresco o particolarmente morbido durante l’inalazione.
Ma queste sensazioni non ci dicono quanta nicotina contiene.
Aromi e additivi possono modificare in modo importante l’esperienza sensoriale del vapore: intensità del gusto, dolcezza, freschezza e sensazione di irritazione possono cambiare anche quando la concentrazione di nicotina rimane identica.
Tra le sostanze associate alla percezione dolce troviamo, per esempio, l’ethyl maltol e la vanillina.
Anche il sucralosio può essere utilizzato come dolcificante negli e-liquid, ma è importante non generalizzare: non tutti i liquidi dal gusto dolce lo contengono e la dolcezza può dipendere anche dagli aromi e dalla loro percezione olfattiva.
Uno studio sperimentale ha mostrato, infatti, che l’aggiunta di sucralosio può aumentare la dolcezza percepita, ma che l’effetto dipende anche dal dispositivo utilizzato.
Questo è il punto importante:
un liquido che sembra più dolce o più morbido non è automaticamente un liquido con meno nicotina.
La sensazione in bocca e in gola e la concentrazione indicata in etichetta sono due cose diverse.
Per capire cosa sono i sali di nicotina e perché possono risultare più morbidi, leggi il nostro approfondimento dedicato: Sali di nicotina: cosa sono davvero e perché non sono adatti a tutti
WS-23: quando il fresco cambia la percezione
Il fresco, però, merita un discorso a parte.
Negli e-liquid possono essere utilizzate sostanze chiamate cooling agent, cioè composti capaci di produrre una sensazione di freddo anche senza il caratteristico aroma della menta o del mentolo.
Uno dei più studiati è il WS-23.
In uno studio sperimentale pubblicato su Tobacco Control, 84 adulti utilizzatori di prodotti con nicotina hanno provato diverse formulazioni contenenti nicotina, con o senza WS-23.
Quando era presente il WS-23, i partecipanti descrivevano il vapore come più fresco e più morbido, con minore harshness — cioè minore sensazione di irritazione o “durezza” in gola — e minore amarezza.
L’effetto è stato osservato anche con differenti aromi e concentrazioni di nicotina.
Questo è importante perché la sensazione provata durante lo svapo può cambiare molto, mentre la quantità di nicotina indicata nel prodotto rimane quella prevista dalla formulazione.
In altre parole: una vaporizzazione più fresca e più morbida non significa automaticamente meno nicotina.
Significa che alcuni elementi della formulazione possono modificarne la percezione sensoriale.
Piccolo non significa poco nicotinico.
Dolce non significa debole.
Fresco non significa leggero.
Morbido non significa bassa concentrazione.
FONTI / APPROFONDIMENTI:
- Tackett A.P. et al., Tobacco Control, 2025 — effetti del WS-23 su freschezza, smoothness, harshness e amarezza.
PubMed – PMID 37940405
- Leventhal A.M. et al., Tobacco Control — revisione sui cooling agent sintetici negli e-liquid.
PubMed – PMID 35483721
Per chi non fuma conta ancora di più
Tutto questo diventa ancora più importante quando parliamo di chi non fuma.
La nicotina è una sostanza che può creare e mantenere dipendenza. Per questo la normativa europea impone specifiche avvertenze sui prodotti che la contengono e richiede che in etichetta siano indicate anche la quantità di nicotina e le informazioni relative alla sua capacità di creare dipendenza.
La stessa normativa prevede esplicitamente un’avvertenza destinata anche ai non fumatori.
Il motivo è semplice.
Per una persona che fuma, una sigaretta elettronica può essere utilizzata nel tentativo di sostituire la combustione con un prodotto che ne riduce il danno.
Per chi invece non fuma, quella sigaretta da sostituire non esiste.
In questo caso diventa quindi ancora più importante capire bene che cosa si sta utilizzando, quanta nicotina contiene e quanto facilmente caratteristiche come dolcezza, freschezza o morbidezza possano far percepire il prodotto come più leggero di quanto suggerisca la concentrazione indicata.
Non serve creare allarmismo.
Serve semplicemente non confondere una sensazione piacevole o poco aggressiva con l’assenza di nicotina o con una concentrazione trascurabile.
FONTI / APPROFONDIMENTI:
- Direttiva 2014/40/UE, art. 20 — requisiti, etichettatura e avvertenze per le sigarette elettroniche.
EUR-Lex – Direttiva 2014/40/UE
- Commissione Europea — regolamentazione delle sigarette elettroniche e avvertenze sulla nicotina.
European Commission – Electronic cigarettes
- SCHEER, Commissione Europea — evidenze sul ruolo della nicotina nello sviluppo della dipendenza.
Scientific Opinion on Electronic Cigarettes
Informare significa rendere il cliente indipendente

Alla fine il punto è tutto qui.
Non basta sapere che un prodotto “ha nicotina”.
Bisogna capire quanta ne contiene, come viene indicata, in quale forma e per quale esigenza viene utilizzata.
Una percentuale può sembrare piccola.
Un dispositivo può essere compatto.
Un aroma può essere dolce.
Una vaporizzazione può essere fresca e morbida.
Ma nessuna di queste caratteristiche, da sola, ci dice se la concentrazione di nicotina sia bassa.
Per questo informare non significa complicare le cose.
Significa dare al cliente gli strumenti per leggere un’etichetta, interpretare correttamente un numero e scegliere in base alle proprie esigenze, invece che in base a ciò che sembra più leggero, più semplice o semplicemente più di moda.
È lo stesso principio che guida la selezione dei prodotti da V.I.P.: non tutto ciò che è nuovo, colorato o popolare è automaticamente adatto a tutti.
Packaging, aromi, freschezza e design possono modificare la percezione e l’esperienza del prodotto.
La concentrazione di nicotina, invece, va letta, capita e contestualizzata.
Perché un consumatore davvero informato non ha bisogno di affidarsi alle impressioni.
Ha gli strumenti per scegliere in modo consapevole e indipendente.
